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Casellario Politico from Giuseppina Palmieri's blog

Il fascismo è un movimento politico a carattere nazionalista, autoritario e totalitario nato in Italia all'inizio del XX secolo per principale iniziativa di Benito Mussolini. E’ considerato anticapitalista e populista sul piano ideologico, mentre sul piano sociale tende a tutelare la proprietà privata e la divisione della società in classi. La storia dell'Italia fascista comprende quel periodo che va dalla presa del potere del fascismo e di Benito Mussolini, ufficialmente avvenuta il 29 ottobre 1922, sino alla fine del regime fascista, avvenuta formalmente il 25 luglio 1943.

Nonostante il regime avesse in Italia un fortissimo consenso, vi furono anche numerosi oppositori, contrari alle ideologie e alla politica del Duce. L'usufruire di organizzazioni paramilitari significò, per il fascismo, rendere clandestina qualsiasi forma di opposizione al regime. 

Al termine della prima guerra mondiale, il movimento antifascista era costituito dai componenti delle organizzazioni operaie, dai militanti socialisti, comunisti e anarchici (la cui presenza è nettamente maggioritaria), e dai rappresentati delle organizzazioni liberali. Ottenuto il controllo dell'apparato statale, il Partito Nazionale Fascista iniziò a usare le forze di polizia per reprimere l'antifascismo, inserito nel frattempo come reato nel codice penale di Alfredo Rocco. La repressione dell'antifascismo veniva operata da più apparati: da un lato l'OVRA e la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, corpi creati dal fascismo, dall'altro la polizia e i carabinieri. Secondo quanto affermato da Luigi Federzoni in un discorso alla camera il numero di uomini nelle forze di polizia ascese rapidamente a 100.000 uomini. La repressione dell'antifascismo raggiunse l'apice della sua ferocia durante il periodo della Repubblica Sociale Italiana, in concomitanza con la durezza dell'occupazione militare tedesca.

Come dimostrano i dati dell’ Archivio Centrale di Stato  (ACS), anche in Irpinia il movimento antifascista ebbe molti seguaci tra soggetti appartenenti a diversi correnti politiche e ceti sociali.

Ecco una mappa relativa agli ultimi luoghi di residenza degli osservati dal regime: molti tra i nati in provincia di Avellino operarono non solo in Campania, ma anche nel Nord Italia e all’ estero (specialmente Francia, USA e America Meridionale).


Fig.1: Mappa ultimo luogo di residenza



Come mostra il seguente grafico a barre, gli osservati erano per la stragrande maggioranza uomini, dal momento che a quel tempo le donne non si interessavano di politica e non avevano ancora il diritto di voto.


Fig.2: Sesso degli osservati




I dati attestano che nel 1928 e nel 1929 si ebbe il massimo numero di nuovi osservati. Questo perché proprio in quegli anni il fascismo aveva consolidato il suo potere e poteva limitare meglio le forme di opposizione. 


Fig.3: Istogramma nuovi osservati per anno



Il 1943, invece, in coincidenza con la caduta del fascismo, è l'anno col numero maggiore di fine osservazioni, sintomo del fatto che il regime stava ormai perdendo autorità sul territorio. 


Fig.4: Istogramma fine osservati per anno





Relativamente alla Provincia avellinese, il 37% circa degli osservati era un socialista (per la precisione 189 persone, come mostra la datalet relativa al conteggio degli osservati per colore politico) 

 Fig.5: Conteggio per colore politico 



Conteggio osservati per colore politico  , partito che per ideologie più si differenzia da un movimento politico di estrema destra come il fascismo 


Fig.6: Grafico a torta sul colore politico in Provincia



Visto che i socialisti erano in numero maggiore in Provincia, questa è una mappa di dove operavano.


 Fig.7: Mappa socialisti in Provincia


Ecco un istogramma relativo al numero di osservati che svolgevano una certa professione. Si nota che la maggior parte degli antifascisti erano contadini: probabilmente la politica agricola di Mussolini o la ridistribuzione della ricchezza durante il regime aveva suscitato parecchio malcontento tra la parte più povera della popolazione. 


Fig.8: Istogramma sulle professioni



Questa datalet mostra invece in che modo veniva praticamente attuata la repressione dell’antifascismo. I provvedimenti più diffusi nei confronti degli osservati erano la radiazione e l’iscrizione alla Rubrica di frontiera. Il termine “radiazione” indica la fine della sorveglianza, la chiusura definitiva del fascicolo e la sua eliminazione dal Casellario. La Rubrica di frontiera era invece un elenco di soggetti che sarebbero potuti espatriare (prevalentemente nella Confederazione Elvetica) per sfuggire alla repressione.
Fig.9: Grafico sul numero di osservati per annotazione(i)



Quest’ultima datalet mostra quanti soggetti venivano osservati per un certo numero di anni. Per molti di loro l’osservazione durava circa un decennio, mentre pochissimi vennero tenuti in osservazione per quasi un cinquantennio. Si trattava probabilmente di coloro che organizzarono la Resistenza italiana, ossia l'insieme dei movimenti politici e militari che in Italia dopo l'armistizio di Cassibile si opposero al nazifascismo nell'ambito della guerra di liberazione italiana. Il movimento della Resistenza fu caratterizzato in Italia dall'impegno unitario di molteplici e talora opposti orientamenti politici (comunisti, azionisti, monarchici, socialisti, democristiani, liberali, repubblicani, anarchici), in maggioranza riuniti nel Comitato di Liberazione Nazionale (CLN). 


Fig. 10: Grafico sulla durata delle osservazioni



Il movimento antifascista ebbe in fin dei conti successo poiché portò il regime alla caduta e con il referendum del 1946 alla nascita della Repubblica Italiana. Ancora oggi nella Costituzione Italiana, in vigore dal 1° gennaio 1948 è sancito il divieto di rifondazione del Partito fascista. E’ dunque un onore sapere che anche nella Provincia di Avellino furono in molti a lottare con le armi e senza contro la dittatura e l’oppressione.



Questo lavoro di racconto attraverso i dati è stato possibile grazie alle informazioni reperibili presso il sito dell’Archivio Centrale di Stato (http://dati.acs.beniculturali.it/CPC/), che ha «liberato» i primi dati estratti da alcuni inventari analitici relativi al Casellario Politico Centrale (1894-1945). Si tratta comunque solo di una parte dei dati resi fruibili dall’ACS in quanto è possibile consultare ad esempio anche quelli relativi ai Marchi di Fabbrica. Le informazioni relative ai 510 osservati sono stati inserite in un dataset co-creato sulla piattaforma HETOR e rielaborate attraverso delle datalet, visualizzazioni grafiche, disponibili nella sezione agorà “Casellario Politico Centrale”. 


Nella prima parte è stata aggiunta un’introduzione generale all’argomento e organizzate le datalet con i relativi commenti in modo da riuscire a raccontare una storia con l’aiuto indispensabile dei dati. Ciò dimostra come sia possibile trasformare una lunga tabella di aride informazioni e semplici numeri in un testo descrittivo che renda i dati accessibili, divulgabili e ricchi di significato. Per completare le informazioni mancanti nel dataset si potrebbe approfondire la ricerca presso le sezioni locali dell’ACS, specialmente quella di Avellino, dove potrebbe essere possibile trovare le schede biografiche di gran parte degli osservati.

 





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