en

User blogs

aa
aa
Mark Jul 23

L'epigrafe o iscrizione è un testo esposto pubblicamente su un supporto di materiale non deperibile (principalmente marmo o pietra, più raramente metallo). L'intento del testo è solitamente quello di tramandare la memoria di un personaggio, di un evento storico o di un atto; le parole possono essere incise, oppure dipinte o eseguite a mosaico; l'epigrafe si può trovare sia in un luogo chiuso (chiesa, cappella, palazzo) sia all'aperto (piazza, via, cimitero), oppure può essere apposta su un oggetto. Generalmente le iscrizioni sono realizzate in lettere maiuscole. Sono giunte a noi circa trecentomila iscrizioni romane, solo una piccola parte dell'insieme originario che, distribuito sul vasto territorio dell'Impero romano, è invece valutato dagli studiosi in diversi milioni di esemplari. 


Il Parco archeologico di Aeclanum si trova a Mirabella Eclano, in provincia di Avellino. Si tratta del sito di una città sannita. Fondata alla fine del III sec a.C., l'antica Aeclanum è uno dei centri sanniti più importanti dell'Irpinia. Tra il 1970 e il 1980 lavori di scavi hanno portato alla luce numerosi ed importanti reperti.

(1): (dataset Fernand “ubicazione originaria”).


I Romani hanno sempre avuto gran rispetto per la morte e per tutti i rituali ad essa legati. Con il passare dei secoli le tipologie funerarie cambiarono, ma un elemento che rimase sempre fisso: la presenza di epigrafi. 
(2)(dataset Manuela “istogramma sulle epigrafi”).


Nella Roma antica un materiale particolarmente pregiato, e man mano che nuovi territori venivano conquistati ne iniziarono a Roma le importazioni, era il marmo. Gli alti costi dovuti al trasporto da cave spesso lontane dal luogo di impiego lo resero inizialmente un materiale di lusso, il cui utilizzo per i monumenti pubblici, o nelle epigrafi.
(3) (dataset Manuela grafico a torta sul materiale delle epigrafi).


La maggior parte delle epigrafi risalgono al I-II secolo d.C.
(4) (dataset Francesco Capobianco cronologia). ???


Visto che risalgono a più di 2000 anni fa il tempo si che non tutte le epigrafi restassero in buoni condizioni 
(5)(dataset Antonio tabella stato di conservazione e tipologia iscrizioni).




L’arduo compito di ricostruire le lacune del testo epigrafico spetta all’epigrafista il quale mette alla prova le sue competenze linguistiche, la familiarità con i testi, le conoscenze storiche, giuridiche, archeologiche e prosopografiche, nonché il suo acume.

Per la realizzazione di questi dataset le informazioni sono state ricavate della classe all’ interno del museo archeologico di Avellino.

Di seguito il catalogo delle foto realizzate  dalla classe:



 Il dataset è formato da 12 righe e grazie a quest’ ultimo è stato possibile narrare una storia che ci parla degli epigrafi e che valorizza il museo Irpino.

Il marchio di fabbrica, in senso ampio, indica un segno che contraddistingue un oggetto per riconoscerlo e per definirne le caratteristiche. 
È spesso applicato ai prodotti di un’ impresa o ad una merce per tutelarla dalla legge al fine di evitare imitazioni o contraffazioni e per testare che sia conforme a particolari norme.
Sul territorio irpino dal 1869 al 1980 sono sorte numerose imprese e relativi marchi di fabbrica.0

Di seguito la tabella relativa ai marchi di fabbrica: nome del marchio, proprietario, luogo, tipologia




Come si può notare, la maggior parte di questi è nata nel periodo del dopoguerra, probabilmente a causa del boom economico che ha coinvolto proprio questi anni. 1

Molte aziende si sono cimentate nella produzione di liquori e vini, di torrone, di prodotti per la cura della persona e di oggettistica. Come emerge dalla seguente tabella il prodotto maggiormente diffuso in territorio irpino è il liquore.2
... more
La città di Avellino è il più importante centro dell’Irpinia, zona di fondamentale interesse archeologico per la riscoperta dei costumi delle antiche popolazioni italiche. Al centro della città è situato il Museo Provinciale Irpino, all’interno del quale sono custoditi reperti di inestimabile valore, ed è allestita anche una sala dedicata alla Mefite, divinità dalla fisionomia molto intrigante. Nell’antichità si credeva che il luogo di Mefite costituisse l’accesso agli Inferi e che le vittime delle esalazioni sulfuree provenienti dal laghetto ribollente a lei dedicato fossero dei sacrifici graditi alla dea. Mefite è una dea celeste e ctonia, delle acque sorgive, salutifera, mediatrice, propiziatrice delle unioni e della fecondità, con spiccati tratti erotici, legata anche alla fertilità della terra e degli animali e al mondo muliebre. Il culto della dea avveniva in un tempio, in cui il devoto si lasciava investire dalla rumorosa prepotenza dei gas e dell'acqua, davanti alla quale ogni uomo si sente impotente e senza difesa. Questo tempio fu localizzato nel 1780 ed è stato confermato da successivi scavi archeologi. Scavi effettuati nella valle d’Ansanto hanno riportato alla luce la stipe votiva del Santuario ed espressive statuette in legno (XOANA). Pervenute quasi intatte sino ai nostri giorni, per l’azione dei gas e l’umidità del terreno, costituiscono un “unicum” tanto da destare l’interesse da parte di studiosi provenienti da ogni parte del mondo. Nell’area del Santuario inoltre si rinvennero sepolture romane databili dall’età tardo imperiale fino a quella giustinianea (III-IV secolo d.C.). Nella zona sono state rinvenute anche tracce di abitazioni, probabilmente usate da coloni addetti al santuario, e di un emporio. I materiali rinvenuti sono costituiti principalmente da statuette fittili, integre o in frammenti, alcune di tipo italico, altre di tradizione culturale greca (si contano ben 446 pezzi). Molto interessanti sono pure alcune sculture in legno, caratterizzate da un accentuato espressionismo del volto, di fattura sicuramente indigena, tra le quali spicca il grande Xoanon ligneo del V secolo a. C. Le statue lignee ritrovate nella stipe votiva della Mefite sono reperti importantissimi di grande valore archeologico e sono custoditi attualmente nel Museo irpino di Avellino. Nel museo sono anche presenti alcune statuette di offerenti, nonché gioielli in oro che costituiscono il tesoro di Mefite. 


... more

Il fascismo è un movimento politico a carattere nazionalista, autoritario e totalitario nato in Italia all'inizio del XX secolo per principale iniziativa di Benito Mussolini. E’ considerato anticapitalista e populista sul piano ideologico, mentre sul piano sociale tende a tutelare la proprietà privata e la divisione della società in classi. La storia dell'Italia fascista comprende quel periodo che va dalla presa del potere del fascismo e di Benito Mussolini, ufficialmente avvenuta il 29 ottobre 1922, sino alla fine del regime fascista, avvenuta formalmente il 25 luglio 1943.

Nonostante il regime avesse in Italia un fortissimo consenso, vi furono anche numerosi oppositori, contrari alle ideologie e alla politica del Duce. L'usufruire di organizzazioni paramilitari significò, per il fascismo, rendere clandestina qualsiasi forma di opposizione al regime. 

Al termine della prima guerra mondiale, il movimento antifascista era costituito dai componenti delle organizzazioni operaie, dai militanti socialisti, comunisti e anarchici (la cui presenza è nettamente maggioritaria), e dai rappresentati delle organizzazioni liberali. Ottenuto il controllo dell'apparato statale, il Partito Nazionale Fascista iniziò a usare le forze di polizia per reprimere l'antifascismo, inserito nel frattempo come reato nel codice penale di Alfredo Rocco. La repressione dell'antifascismo veniva operata da più apparati: da un lato l'OVRA e la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, corpi creati dal fascismo, dall'altro la polizia e i carabinieri. Secondo quanto affermato da Luigi Federzoni in un discorso alla camera il numero di uomini nelle forze di polizia ascese rapidamente a 100.000 uomini. La repressione dell'antifascismo raggiunse l'apice della sua ferocia durante il periodo della Repubblica Sociale Italiana, in concomitanza con la durezza dell'occupazione militare tedesca.

Come dimostrano i dati dell’ Archivio Centrale di Stato  (ACS), anche in Irpinia il movimento antifascista ebbe molti seguaci tra soggetti appartenenti a diversi correnti politiche e ceti sociali.

Ecco una mappa relativa agli ultimi luoghi di residenza degli osservati dal regime: molti tra i nati in provincia di Avellino operarono non solo in Campania, ma anche nel Nord Italia e all’ estero (specialmente Francia, USA e America Meridionale).


Fig.1: Mappa ultimo luogo di residenza



Come mostra il seguente grafico a barre, gli osservati erano per la stragrande maggioranza uomini, dal momento che a quel tempo le donne non si interessavano di politica e non avevano ancora il diritto di voto.


Fig.2: Sesso degli osservati




I dati attestano che nel 1928 e nel 1929 si ebbe il massimo numero di nuovi osservati. Questo perché proprio in quegli anni il fascismo aveva consolidato il suo potere e poteva limitare meglio le forme di opposizione. 


Fig.3: Istogramma nuovi osservati per anno



Il 1943, invece, in coincidenza con la caduta del fascismo, è l'anno col numero maggiore di fine osservazioni, sintomo del fatto che il regime stava ormai perdendo autorità sul territorio. 


Fig.4: Istogramma fine osservati per anno





Relativamente alla Provincia avellinese, il 37% circa degli osservati era un socialista (per la precisione 189 persone, come mostra la datalet relativa al conteggio degli osservati per colore politico) 

 Fig.5: Conteggio per colore politico 



Conteggio osservati per colore politico  , partito che per ideologie più si differenzia da un movimento politico di estrema destra come il fascismo 


Fig.6: Grafico a torta sul colore politico in Provincia



Visto che i socialisti erano in numero maggiore in Provincia, questa è una mappa di dove operavano.


 Fig.7: Mappa socialisti in Provincia


Ecco un istogramma relativo al numero di osservati che svolgevano una certa professione. Si nota che la maggior parte degli antifascisti erano contadini: probabilmente la politica agricola di Mussolini o la ridistribuzione della ricchezza durante il regime aveva suscitato parecchio malcontento tra la parte più povera della popolazione. 


Fig.8: Istogramma sulle professioni



Questa datalet mostra invece in che modo veniva praticamente attuata la repressione dell’antifascismo. I provvedimenti più diffusi nei confronti degli osservati erano la radiazione e l’iscrizione alla Rubrica di frontiera. Il termine “radiazione” indica la fine della sorveglianza, la chiusura definitiva del fascicolo e la sua eliminazione dal Casellario. La Rubrica di frontiera era invece un elenco di soggetti che sarebbero potuti espatriare (prevalentemente nella Confederazione Elvetica) per sfuggire alla repressione.
Fig.9: Grafico sul numero di osservati per annotazione(i)



Quest’ultima datalet mostra quanti soggetti venivano osservati per un certo numero di anni. Per molti di loro l’osservazione durava circa un decennio, mentre pochissimi vennero tenuti in osservazione per quasi un cinquantennio. Si trattava probabilmente di coloro che organizzarono la Resistenza italiana, ossia l'insieme dei movimenti politici e militari che in Italia dopo l'armistizio di Cassibile si opposero al nazifascismo nell'ambito della guerra di liberazione italiana. Il movimento della Resistenza fu caratterizzato in Italia dall'impegno unitario di molteplici e talora opposti orientamenti politici (comunisti, azionisti, monarchici, socialisti, democristiani, liberali, repubblicani, anarchici), in maggioranza riuniti nel Comitato di Liberazione Nazionale (CLN). 


Fig. 10: Grafico sulla durata delle osservazioni



Il movimento antifascista ebbe in fin dei conti successo poiché portò il regime alla caduta e con il referendum del 1946 alla nascita della Repubblica Italiana. Ancora oggi nella Costituzione Italiana, in vigore dal 1° gennaio 1948 è sancito il divieto di rifondazione del Partito fascista. E’ dunque un onore sapere che anche nella Provincia di Avellino furono in molti a lottare con le armi e senza contro la dittatura e l’oppressione.



Questo lavoro di racconto attraverso i dati è stato possibile grazie alle informazioni reperibili presso il sito dell’Archivio Centrale di Stato (http://dati.acs.beniculturali.it/CPC/), che ha «liberato» i primi dati estratti da alcuni inventari analitici relativi al Casellario Politico Centrale (1894-1945). Si tratta comunque solo di una parte dei dati resi fruibili dall’ACS in quanto è possibile consultare ad esempio anche quelli relativi ai Marchi di Fabbrica. Le informazioni relative ai 510 osservati sono stati inserite in un dataset co-creato sulla piattaforma HETOR e rielaborate attraverso delle datalet, visualizzazioni grafiche, disponibili nella sezione agorà “Casellario Politico Centrale”. 


Nella prima parte è stata aggiunta un’introduzione generale all’argomento e organizzate le datalet con i relativi commenti in modo da riuscire a raccontare una storia con l’aiuto indispensabile dei dati. Ciò dimostra come sia possibile trasformare una lunga tabella di aride informazioni e semplici numeri in un testo descrittivo che renda i dati accessibili, divulgabili e ricchi di significato. Per completare le informazioni mancanti nel dataset si potrebbe approfondire la ricerca presso le sezioni locali dell’ACS, specialmente quella di Avellino, dove potrebbe essere possibile trovare le schede biografiche di gran parte degli osservati.

 




here a maps of types Trees, named Catalpe

Il Comune di Prato si appresta ad ampliare la copertura della propria infrastruttura wi-fi installando nuovi hot-spot. Per fare ciò, oltre a prevedere installazioni già pianificate nell’ambito di altri interventi specifici, ha deciso di chiedere il contributo dei cittadini mediante la formulazione motivata e ragionata di proposte per nuove installazioni di hot-spot. Il processo partecipativo si realizzerà attraverso l’utilizzo di uno strumento di “co-creazione” in rete, messo a disposizione dal progetto europeo Route-To-PA di cui il Comune di Prato è partner attivo. 


Gli Open Data del Comune di Prato I dati aperti pubblicati dal Comune di Prato sono disponibili in vari formati sulla piattaforma ODN (odn.comune.prato.it) del Comune di Prato: sono suddivisi per categorie e sono liberamente scaricabili dai cittadini. La piattaforma costituisce un nodo della rete Open Data Network, di cui fanno parte anche altre Pubbliche Amministrazioni toscane. Come si svolgerà l’attività di co-creazione I cittadini interessati potranno registrarsi sulla piattaforma SPOD (Social Platform for Open Data) e partecipare alle discussioni online sul tema in oggetto, utilizzando come supporto gli open data resi disponibili dalla piattaforma. I dati saranno accessibili anche tramite la piattaforma TET (Transparency Enhancement Toolset ), collegata a SPOD ma anche direttamente accessibile all’indirizzo prato-tet.routetopa.eu. Tramite SPOD gli utenti potranno inoltre creare in modo condiviso i propri dataset. 


Creare un proprio dataset di proposta per le nuove installazioni wi-fi 

Gli utenti potranno invitare altri in apposite “stanze”, costruire un dataset collettivo delle installazioni wi-fi proposte e visualizzarlo su una mappa. Il dataset è un foglio tabellare in cui si possono inserire le informazioni e le coordinate geografiche delle nuove posizioni. Una volta definito, il dataset può essere pubblicato e reso accessibile ed utilizzabile per tutti gli utenti che partecipano alle discussioni sulla piattaforma. Le proposte verranno comunque rese pubbliche sul blog di SPOD e potranno essere votate dagli utenti.


 



Discussione delle proposte 

La piattaforma mette a disposizione una stanza pubblica nello spazio Agora (inserire link ) per la discussione sulle varie proposte di collocazione delle installazioni wi-fi. Tutti gli utenti possono entrare nella stanza per visualizzare la discussione in corso, ma solo gli utenti registrati possono contribuire. Gli utenti possono scrivere commenti e corredarli con le visualizzazioni degli open data disponibili, in modo da giustificare attraverso i dati il proprio punto di vista. La discussione nella stanza sarà moderata dall'Amministrazione e le proposte più interessanti saranno prese in considerazione per l'ampliamento della rete wi-fi cittadina. Cos’altro si può fare con la piattaforma SPOD La piattaforma SPOD può essere utilizzata in tutte quelle occasioni in cui si vogliano lanciare delle discussioni che richiedono il supporto degli open data o laddove si intenda costruire e condividere dei dataset aperti. La piattaforma può offrire un ottimo supporto anche per attività didattiche nelle scuole. Esempi di un possibile utilizzo sono i seguenti. 


Mappatura condivisa di risorse culturali 

Con SPOD si può costruire un dataset condiviso delle risorse di interesse (es. tabernacoli, targhe commemorative, etc.), pubblicare la relativa mappa e condividere un documenti descrittivi delle risorse mappate. Attività didattica sul significato ed utilizzo degli open data Con SPOD si possono definire le informazioni ricavabili dagli open data mediante le diverse visualizzazioni e progettare in modo condiviso possibili servizi o applicazioni. 


Misurazione di parametri meteorologici 

Con SPOD, si possono condividere le misurazioni di parametri meteorologici realizzate con strumentazione autonoma (amatoriale o professionale) e pubblicare i relativi dataset, che diventano così patrimonio collettivo, da utilizzare ad esempio in una discussione sui cambiamenti climatici.


Il Comune di Prato si appresta ad ampliare la copertura della propria infrastruttura wi-fi installando nuovi hot-spot. Per fare ciò, oltre a prevedere installazioni già pianificate nell’ambito di altri interventi specifici, ha deciso di chiedere il contributo dei cittadini mediante la formulazione motivata e ragionata di proposte per nuove installazioni di hot-spot. Il processo partecipativo si realizzerà attraverso l’utilizzo di uno strumento di “co-creazione” in rete, messo a disposizione dal progetto europeo Route-To-PA di cui il Comune di Prato è partner attivo. 


Gli Open Data del Comune di Prato I dati aperti pubblicati dal Comune di Prato sono disponibili in vari formati sulla piattaforma ODN (odn.comune.prato.it) del Comune di Prato: sono suddivisi per categorie e sono liberamente scaricabili dai cittadini. La piattaforma costituisce un nodo della rete Open Data Network, di cui fanno parte anche altre Pubbliche Amministrazioni toscane. Come si svolgerà l’attività di co-creazione I cittadini interessati potranno registrarsi sulla piattaforma SPOD (Social Platform for Open Data) e partecipare alle discussioni online sul tema in oggetto, utilizzando come supporto gli open data resi disponibili dalla piattaforma. I dati saranno accessibili anche tramite la piattaforma TET (Transparency Enhancement Toolset ), collegata a SPOD ma anche direttamente accessibile all’indirizzo prato-tet.routetopa.eu. Tramite SPOD gli utenti potranno inoltre creare in modo condiviso i propri dataset. 


Creare un proprio dataset di proposta per le nuove installazioni wi-fi 

Gli utenti potranno invitare altri in apposite “stanze”, costruire un dataset collettivo delle installazioni wi-fi proposte e visualizzarlo su una mappa. Il dataset è un foglio tabellare in cui si possono inserire le informazioni e le coordinate geografiche delle nuove posizioni. Una volta definito, il dataset può essere pubblicato e reso accessibile ed utilizzabile per tutti gli utenti che partecipano alle discussioni sulla piattaforma. Le proposte verranno comunque rese pubbliche sul blog di SPOD e potranno essere votate dagli utenti.


 

Questa è una didascalia dell'immagine.



Discussione delle proposte 

La piattaforma mette a disposizione una stanza pubblica nello spazio Agora (inserire link ) per la discussione sulle varie proposte di collocazione delle installazioni wi-fi. Tutti gli utenti possono entrare nella stanza per visualizzare la discussione in corso, ma solo gli utenti registrati possono contribuire. Gli utenti possono scrivere commenti e corredarli con le visualizzazioni degli open data disponibili, in modo da giustificare attraverso i dati il proprio punto di vista. La discussione nella stanza sarà moderata dall'Amministrazione e le proposte più interessanti saranno prese in considerazione per l'ampliamento della rete wi-fi cittadina. Cos’altro si può fare con la piattaforma SPOD La piattaforma SPOD può essere utilizzata in tutte quelle occasioni in cui si vogliano lanciare delle discussioni che richiedono il supporto degli open data o laddove si intenda costruire e condividere dei dataset aperti. La piattaforma può offrire un ottimo supporto anche per attività didattiche nelle scuole. Esempi di un possibile utilizzo sono i seguenti. 


Mappatura condivisa di risorse culturali 

Con SPOD si può costruire un dataset condiviso delle risorse di interesse (es. tabernacoli, targhe commemorative, etc.), pubblicare la relativa mappa e condividere un documenti descrittivi delle risorse mappate. Attività didattica sul significato ed utilizzo degli open data Con SPOD si possono definire le informazioni ricavabili dagli open data mediante le diverse visualizzazioni e progettare in modo condiviso possibili servizi o applicazioni. 


Misurazione di parametri meteorologici 

Con SPOD, si possono condividere le misurazioni di parametri meteorologici realizzate con strumentazione autonoma (amatoriale o professionale) e pubblicare i relativi dataset, che diventano così patrimonio collettivo, da utilizzare ad esempio in una discussione sui cambiamenti climatici.

Giuseppina Palmieri Nov 9 '16 · Rate: 2 · Tags: prato, wi-fi, spod, route-to-pa
Title of the blog


some text 


Vittorio Scarano Oct 28 '16 · Rate: 2.60 · Comments: 1